Doveva essere sabato 7 giugno, è stato spostato a domenica 6 luglio. A dimostrazione che nulla mai succede per caso.
Un'intera giornata a terminare un percorso iniziato l'anno scorso.
Perché inserire il backrack nel percorso riabilitativo? Perché si inserisce perfettamente nella concezione di riabilitazione che proponiamo allo studio.
Fare riabilitazione significa lavorare col corpo, non soltanto con una parte dolente, ma con tutto il corpo di un paziente. Nella sua interezza. Perché il corpo, ed il particolare ossa e muscoli, memorizza tutto: posture sbagliate, traumi fisici, ansie, preoccupazioni, traumi psichici. Ed ha una memoria molto lunga che si frappone tra noi, il paziente ed il percorso terapeutico.
Di questo dobbiamo essere consapevoli tutti, pazienti e terapisti.
Un problema al ginocchio o all'anca o alla spalla, per esempio, che durano da un bel po ed hanno portato ad alterazioni strutturali, non ci sta evidenziando solo i danni organici presenti i quel momento. Ci sta parlando di una postura errata mai corretta, ci sta parlando di u respirazione non corretta prolungata nel tempo, ci sta parlando di tensioni muscolari ataviche, ci sta parlando di una notevole rigidità di tutta la schiena....e di tanto altro che vedremo poi.
Ci sta parlando di qualcosa che il corpo ha conservato e memorizzato ma di cui spesso, il paziente non ha più consapevolezza.
I pazienti sono abituati a fare una valutazione non globale e meno che mai storica ma una valutazione locale e del momento: mi fa male l'anca ora, non riesco a camminare, devo risolvere subito: cosa posso fare?
Capire che quel dolore è frutto di una serie di compensi messi in atto da anni, di "fastidi" sottovalutati o "zittiti" con antinfiammatori, antidolorifici e chi più ne ha più ne metta. Ed il corpo, non ascoltato per troppo tempo, inizia a farsi sentire "forte", col dolore, con l'impotenza funzionale, con la resistenza ai farmaci.
E invece, una terapia adeguata, necessita, innanzitutto, di consapevolezza, di conoscenza di sé.
L'uso del backrack nei trattamenti riabilitativi ha anche questa funzione: serve ad aiutare a riacquistare consapevolezza di sé, del proprio corpo, delle proprie rigidità, delle difficoltà e limitazioni dei movimenti. La superficie, rigida ma che riprende le fisiologia he curvatura della schiena, aiuta a sentire meglio la propria schiena: se sono conservate le curve fisiologiche, se, sdraiandosi, si sentono zone più rigide (che "tirano"), dove si sente dolore e l'intensità dello stesso.
La presenza delle due file di palline rigide permette: di sentire dove la pallina da più fastidio, di vedere se col movimento il dolore peggiora o migliora, di sentire se, con i movimenti, si riduce la limitazione funzionale.
Inoltre, l'alternanza backrack/tappetino, consente sia di valutare le differenze nel fare i vari esercizi che nel valutare le variazioni presenti dopo aver fatto gli esercizi, soprattutto di appoggio del corpo a terra.
Riportare l'attenzione su di sé e su tutto il proprio corpo, non solo sulla zona che fa male o che crea problemi.
Questo è il lavoro fondamentale che si fa in palestra, attraverso l'uso del backrack ma non solo.
Perché, senza consapevolezza, senza conoscenza di sé, senza presenza vera nel fare gli esercizi, non c'è possibilità di vera guarigione perché non si può modificare, passivamente, la propria memoria corporea