Ionorisonanza e riequilibrio del nervo vago

Ionorisonanza e riequilibrio del nervo vago

Il fine settimana scorso, a Trento, ho tenuto un corso sull'uso del seqex per riequilibrare il nervo vago.

Abbiamo visto il legame tra nervo vago e trauma; come traumi passati, soprattutto nei primi anni di vita e nel periodo gestazionale, strutturino meccanismi di difesa che diventano automatici che perdurano anche quando il bambino è diventato adulto e quelle situazioni traumatiche non sono più presenti.
Abbiano visto cosa accade quando abbiamo il nucleo dorsale del vago iperattivato.

Oggi voglio mostrarvi come questa iperattivazione influisca sulla postura e sulla rigidità muscolare e come il ripristino di un corretto funzionamento del diaframma possa riequilibrare da una parte il nervo vago, dall'altro le problematiche articolari e posturali non traumatiche.

Quando la porzione dorsale del vago è iperfunzionante e siamo "perennemente sulla difensiva", il nostro diaframma si blocca in fase ispiratoria. Rimane "alto", rigido, la sua escursione è limitata, la respirazione è corta. Tutto ciò determina conseguenze sua respirazione, sulla mobilità degli organi addominali, sul ritorno venoso...e sulla postura.
Come? Attraverso un muscolo, oggi diventato molto famoso, che è l'ileopsoas.
In che modo?
Lo psoas ha connessioni fasciali con il diaframma. Quando il diaframma è contratto e funziona poco, contribuisce a mantenere lo psoas in uno stato di tensione cronica.
Le conseguenze di questa tensione, oltre a quelle legate direttamente alla funzionalità diaframmatica che vi ho riportato in precedenza, si riscontrano in una instabilità lombopelvica, spesso accompagnata da dolore, che non passa ne' si tratta con un semplice stretching o con manovre limitate alla zona lombare.

Per lavorare in modo completo e risolvere il problema è fondamentale ripristinare, in modo consapevole, una corretta respirazione.
Lo stesso esercizio e/o la stessa manovra per lo psoas, effettuata con una respirazione corretta, che rimetta in funzione sia il diaframma che il trasverso dell'addome, determina risultati non solo migliori ma più stabili e prolungati per le problematiche.

Dal momento che spesso il paziente non è consapevole della propria difficoltà e del blocco del diaframma, prima di iniziare qualunque trattamento è di fondamentale importanza fare un lavoro di propriocezione del diaframma col paziente.
Come? Per esempio facendo fare lo stesso esercizio prima con la respirazione "base" del paziente e poi facendogli fare la corretta respirazione durante il lavoro/trattamento. E facendogli notare le differenze nel risultato.

Il lavoro sulla propriocezione del diaframma, ossia di consapevolezza del proprio respiro, ha due ulteriori funzioni: la prima è riportare l'attenzione del paziente su se stesso e sul proprio corpo, in modo da iniziare a sentire le zone di rigidità, di movimento limitato o sbagliato. La seconda è riequilibrare il diaframma attraverso una corretta respirazione, soprattutto facendo allungare progressivamente la fase espiatoria.

Per questo motivo, sia nei trattamenti individuali, anche con la ionorisonanza, che nella ginnastica di gruppo faccio lavorare le persone in primis sulla respirazione: niente lavoro in apnea, nessuna bocca "serrata" durante lo sforzo, esercizio che inizia e finisce con la respirazione: se il respiro è corto, l'esercizio si fa in due o anche in tre tempi, ma mai in apnea.